Dalle prime zanzariere ad Atlantico: la nuova sfida della famiglia Scampini

Dalle prime zanzariere ad Atlantico: la nuova sfida della famiglia Scampini

Barbara Pinotti Barbara Pinotti
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Atlantico è protagonista sulle pagine di Libero, nell’edizione cartacea del 13 agosto 2026, con un articolo dedicato alla storia imprenditoriale della famiglia Scampini e al percorso che ha portato alla nascita dello showroom milanese.

Il pezzo racconta oltre cinquant’anni di attività, dalle prime zanzariere sviluppate negli anni Settanta fino ad Atlantico, oggi punto d’incontro tra materiali, superfici, illuminazione, serramenti, arredi e progettazione. Al centro, il rapporto con il prodotto, la manifattura e una visione dell’abitare costruita nel tempo attraverso competenze diverse.

Di seguito pubblichiamo l’articolo completo apparso su Libero il 13 agosto 2026.

GENI LOMBARDI autore Dino Bondavalli

Un’impresa familiare che da mezzo secolo guarda al futuro

La scommessa più recente si chiama Atlantico. Uno showroom nel cuore di Milano pensato per architetti e progettisti, dove materiali, superfici, illuminazione, serramenti e arredi dialogano tra loro con un obiettivo preciso: migliorare il comfort dell’abitare. Ma questo è solo l’ultimo capitolo della storia imprenditoriale della famiglia Scampini, iniziata oltre cinquant’anni fa con l’invenzione delle zanzariere, un prodotto che negli anni Settanta praticamente non esisteva e che sarebbe poi diventato un’eccellenza del made in Italy esportata in tutto il mondo. «Negli anni Settanta mio padre Maurizio, che faceva il tappezziere e l’imbianchino, iniziò a progettare e produrre i primi sistemi per zanzariere», racconta Matteo Scampini, oggi alla guida dell’azienda di famiglia. «All’epoca nessuno sapeva cosa fossero. In Italia c’era una manciata di aziende, senza essersi coordinate, stavano sviluppando gli stessi prodotti. Noi eravamo tra quelle».

Negli anni Ottanta e Novanta quelle prime intuizioni si trasformano in un’attività industriale. Le zanzariere vengono prodotte su larga scala, affiancate dalle tende a rullo e dai sistemi di schermatura solare, mentre l’azienda apre progressivamente nuovi mercati. «Abbiamo lavorato praticamente ovunque: Nord America, Sud America, Grecia, Polonia, Germania, Belgio, Paesi Bassi. Poi Arabia Saudita, Emirati Arabi, Russia, prima della guerra, Hong Kong e Australia. Le zanzariere sono un’invenzione italiana e noi siamo stati tra quelli che hanno contribuito a portarle nel mondo», spiega Scampini, il cui ingresso in azienda avviene nel 2006 dopo la prematura scomparsa del padre. Due anni più tardi la crisi dei mutui subprime travolge il settore dell’edilizia e cambia completamente lo scenario. «I nostri quattro clienti più importanti sparirono nel giro di pochi mesi. Da lì siamo stati costretti a ripensare completamente l’azienda». La risposta è una progressiva diversificazione. L’azienda amplia l’offerta con tendaggi decorativi, pergole, serramenti e nuove soluzioni per l’abitare, mantenendo però un’unica idea guida: il comfort. «Ogni nuovo prodotto ci ha obbligato a studiare e ad acquisire competenze diverse. È stato un percorso impegnativo, ma ci ha permesso di crescere».

Da questo percorso nasce Atlantico, inaugurato a Milano nel 2023. «Non volevamo aprire l’ennesimo negozio di tende e serramenti. Milano ne è piena. Cercavamo uno spazio che parlasse di bellezza e comfort», sottolinea Scampini, che in questa nuova avventura è affiancato dalla moglie Barbara Pinotti. Accanto ai prodotti storici trovano così posto complementi d’arredo, divani, letti, illuminazione, parquet, superfici e soluzioni acustiche, selezionati per qualità e durata. Non un semplice showroom, ma un luogo dove progettisti e clienti possono confrontare materiali, valutare alternative e costruire un progetto integrato. Oggi il gruppo si articola in tre marchi complementari. Eodesign continua a produrre e distribuire tende e zanzariere all’ingrosso. Domotea segue il mercato residenziale con schermature solari, pergole e serramenti. Atlantico è invece il punto d’incontro con il mondo della progettazione, dove prodotti e competenze vengono messi a sistema. L’azienda conta dodici dipendenti e un fatturato di poco superiore ai due milioni di euro. Numeri da realtà familiare, ma costruiti in oltre mezzo secolo di attività. «Non vogliamo crescere a tutti i costi. Preferiamo mantenere un rapporto personale con clienti e collaboratori. È questo che ci distingue», assicura la coppia.

La cultura dell’abitare è la nuova sfida dell’azienda, capace di esportare in tutto il mondo.

In un mercato sempre più orientato al prezzo, gli Scampini scelgono una strada diversa. «Noi facciamo cultura del prodotto. Spieghiamo perché materiali che sembrano uguali possono avere qualità, durata e sostenibilità completamente diverse. Preferiamo costruire una relazione con il cliente piuttosto che presentarci con un catalogo. È un percorso più lento, ma molto più solido», sottolinea Barbara Pinotti.

L’evoluzione, però, non si ferma. «Il nostro spazio continua a evolversi e continuerà a farlo. Per il 2027 vogliamo organizzare eventi dedicati alla cultura dell’abitare, perché crediamo che anche questo faccia parte del nostro lavoro». Cinquant’anni dopo le prime zanzariere, la famiglia Scampini continua a fare quello che ha sempre fatto: leggere i cambiamenti del mercato e trasformarli in nuovi prodotti e servizi, senza perdere il legame con la manifattura, la qualità e il rapporto diretto con il cliente. È cambiato ciò che vende. Non il modo di fare impresa.

 

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